lunedì 14 settembre 2020

Il primo caffè espresso al mondo!

 

 Il primo caffè espresso al mondo lo gustarono i torinesi nel 1884

Articolo tratto da    Home/Storie piemontesi/Il primo caffè espresso al mondo lo gustarono i torinesi nel 1884 di Sergio Donna 5 Febbraio 2019 

TORINO. Il capoluogo piemontese vanta centinaia di primati, ma com’è noto, forse per un avverso destino, o forse per la sua stessa indole, che la porta ad un’incessante ricerca di creatività, o per quel suo dinamismo incontrollabile che non la fa mai star ferma (a discredito dell’epiteto di bogia nen impropriamente attribuito ai suoi abitanti), spesso – questi primati – li lascia per strada. Si sa: Torino non sa dormire sugli allori, e conquistato un primato, va subito alla ricerca di un altro traguardo, di un altro campo in cui primeggiare, lasciando ad altri lo sfruttamento delle sue geniali intuizioni. E così, nei secoli, Torino è stata capitale di Stato, capitale della moda, capitale dell’automobile, capitale della tecnica, capitale del cinema, capitale della TV, e così via, senza fermarsi

domenica 4 dicembre 2016

Il dopo referendum!

   
   Il 4 dicembre è arrivato e come un alito di vento passato. I "NO" hanno vinto, come prevedibile dato la sfiducia della gente su questi politici impreparati, e adesso si è in attesa di risposte a una situazione ballerina e confusa. Il leader si è dimesso o per lo meno lo ha annunciato e sarà il Presidente della Repubblica accettarle e al limite rifiutarle oppure riconfermare il governo attuale. Niente è scontato in questo Nostro Paese. Come ho sempre ribadito, confermato e attuato ho votato per il no. Non per partito preso, per ideologie, per tornaconto o perché impazzito. Ho votato perché visto che si era fatto trenta si doveva fare trentuno. Quante volte si è sentito dire, dai promotori, si poteva fare di più, si doveva fare di meglio o si poteva avere più coraggio e aggiungevano che in seguito avrebbero corretto, aggiunto, aggiustato, implementato e altre diavolerie simili. In seguito. In seguito? Ma cazzo eravate lì adesso, perché aspettare? Una presa per il culo. Ecco perché ho votato "no". Le rivoluzioni che durano nel tempo iniziano da un "no" e stavolta il Nostro Paese lo ha gridato. E le dovute dimissioni, sacrosante, sono solo un risarcimento piccolo e inutile per chi ha contribuito a lasciare il Paese fermo e immobile. E non venga fuori con quello che hanno fatto. Di tutto quello vale la solita teoria: si poteva, si doveva, si auspicava e in futuro si farà. Niente si è fatto e niente si è corretto. Il Nostro Paese ama i "furbi" ma detesta i bugiardi. Una contraddizione di fatto visto che i furbi sono falsi. Cosa succederà in futuro non lo so o forse quello che temo è che tutto rimanga fermo e immobile come è sempre stato. Senz'altro tutti tireranno l'acqua al proprio mulino, tutti vorranno governare e tutti hanno la soluzione in tasca. Dico io, visto che i politici negli ultimi anni sono sempre gli stessi e che nel bene e nel male hanno governato... perché non l'hanno già fatto? Non ci hanno salvato? Anche loro falsi? E allora? Facciamoci sentire noi cittadini. Che i comitati del "no" portino al Presidente della Repubblica delle proposte serie e utili (in culo i bilanci, gli spread e anche l'Europa, salviamoci e poi vedremo) e la richiesta formale di mandare a casa tutti gli attuali politici (maggioranza e opposizione) e di andare a nuove elezioni con qualunque legge elettorale che c'è. Dato che tenere questi signori in parlamento nella speranza che cambino qualcosa è mera follia. Anche se mandarli a casa è un grosso regalo di Natale per loro. Dovrebbero andare in altri posti e per lungo tempo. Si, noi cittadini avremo le nostre colpe ma le non leggi, le non regole e il non buon senso chi ce l'ha imposto? Loro con il loro esempio nefasto. Ma la colpa più grossa di questa classe politica è l'aver diviso in due l'Italia come in una tifoseria calcistica da quattro soldi. Ci sono voluto molti secoli per l'unione e meno di due per dividerci. Messi così non è possibile sperare in un futuro. Il punto di partenza è sapere se siamo, vogliamo essere una nazione unita. Se si da lì bisogna partire, se è no allora tutto è stato inutile. Continuiamo a "picchiarci" come fanno tutte le domeniche le varie tifoserie calcistiche. E non lamentiamoci se parte del popolo "scappa" (oltre ai giovani ora anche i pensionati) compreso anche chi non dovrebbe, tipo gli industriali. Meditate
M. Nove

martedì 18 ottobre 2016

La cena...

   Di cene di Stato se ne fanno sempre, per affari, per tornaconti, per politica, per alleanze, per patti, per mettersi d'accordo e per visite di Capi di Stato. Quella che è prevista in giornata alla Casa Bianca rientrerà sicuramente in uno dei casi di cui sopra. Per lo meno lo spero. La cosa non è chiara. Per gli affari manca il ministro adeguato, per la politica da sempre siamo al "loro" servizio, direttamente o indirettamente, per alleanze, patti e accordi come prima e più di prima. Rimane il tornaconto. I due capi di Stato sono sotto elezioni, uno per lasciare il posto alla prima donna Presidente e l'altro per emergere dalla nebbia del "si" e del "no" costituzionale. Facciamo finta, da buonista, che sia solo una semplice e sincera visita di Capi di Stato. Senza secondi fini. Speriamo?